Sostituzione caldaia con pompa di calore
Togliamo la caldaia e installiamo la pompa di calore. Il Conto Termico ti rimborsa fino al 65% della spesa: per una macchina da 8 kW sui radiatori sono almeno 2.170 € in zona D, in un’unica rata.
Prezzi: intervalli indicativi di mercato, non un’offerta. Aggiornato il .
La tua casa è adatta?
La pompa di calore prende calore dall’aria esterna con l’elettricità, senza gas né canna fumaria: per ogni kWh ne rende in genere tre o quattro. Rende di più in una casa isolata, con pavimento radiante o altri terminali a bassa temperatura. Con radiatori piccoli e poco isolamento si valuta un ibrido, pompa di calore più caldaia a condensazione: rientra anch’esso nel Conto Termico.
Negli attestati depositati nei 28 comuni, la pompa di calore compare tra il 7,2% di Montegranaro e il 29,3% di Civitanova Marche. Come leggere i dati.
Installazione: aria-acqua o aria-aria?
L’aria-acqua scalda l’acqua di radiatori o pavimento e, con un accumulo, quella sanitaria: è quella che sostituisce la caldaia. L’aria-aria usa split che scaldano e raffrescano, ma non alimenta i radiatori.
I lavori: unità esterna (posizione, rumore, regolamento condominiale), collegamento all’impianto, eventuale accumulo e aumento di potenza del contatore. A fine lavori l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità (D.M. 37/2008).
Quanto costa e quanto rimborsa il Conto Termico?
Una pompa di calore aria-acqua installata costa di solito da 6.000 a 15.000 € e oltre (prezzi indicativi). Il Conto Termico 3.0 del GSE rimborsa solo la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente, a privati e condomìni. L’importo dipende dal calore prodotto nella tua zona climatica e dall’efficienza; fino a 15.000 € arriva in un’unica rata.
Un esempio. Aria-acqua da 8 kW sui radiatori, con l’efficienza stagionale minima richiesta (SCOP 2,825), in zona D: 8 × 1.400 ore × (1 − 1/2,825) × 0,15 € × 2 anni = circa 2.170 €. In zona E circa 2.640 €. Su 10.000 € di spesa è il 22%: il 65% è un tetto, non la regola. Una macchina più efficiente prende di più.
La domanda si presenta a lavori finiti, sul Portaltermico del GSE. Fonti: D.M. 7 agosto 2025 e Regole applicative GSE, Legge 199/2025.
Conto Termico o detrazione fiscale?
Non si sommano sullo stesso lavoro. Nel 2026 la detrazione è del 50% sulla tua abitazione principale, se ne sei proprietario, altrimenti del 36%, in dieci rate annuali: sui 10.000 € dell’esempio, 5.000 € in dieci anni contro circa 2.170 € subito.
Gli errori da evitare
- Dimensionarla sui kW della vecchia caldaia invece che sulle dispersioni della casa.
- Firmare senza la scheda prodotto, che dà la potenza valida per il Conto Termico.
- Pagare con il bonifico per le detrazioni: per il Conto Termico serve un bonifico ordinario.
- Presentare la domanda oltre 90 giorni dalla fine dei lavori.
Come leggere i dati delle pagine comunali
Le percentuali vengono dagli attestati di prestazione energetica (APE) depositati presso ENEA dal 2021 al 2023: 33.230 nei 28 comuni. Per la provincia di Fermo la finestra è 2021 e 2023: i dati 2022 non sono disponibili.
- Sono attestati, non impianti. Un APE si redige quando una casa si vende, si affitta o si ristruttura: non è un censimento.
- Il campione non è neutro. Le case rimaste ferme mancano: leggi le percentuali come confronto, non come quota esatta di tutte le case.
- Le quote per generatore escludono i servizi di riscaldamento senza tipo indicato.
Dove lavoriamo nelle Marche
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