Caldaie condominiali nelle Marche
Sostituiamo la caldaia centralizzata del condominio: di solito costa fra 12.000 e 90.000 €, in base al numero di appartamenti. Preventivo scritto per l’assemblea.
Prezzi: intervalli indicativi di mercato, non un’offerta. Aggiornato il .
Quanto costa sostituire la caldaia condominiale?
| Appartamenti | Potenza indicativa | Costo indicativo | Per appartamento |
|---|---|---|---|
| 6 | 40–70 kW | 12.000 – 25.000 € | 2.000 – 4.200 € |
| 10 | 70–120 kW | 15.000 – 35.000 € | 1.500 – 3.500 € |
| 16 | 110–190 kW | 25.000 – 55.000 € | 1.600 – 3.400 € |
| 20 | 130–230 kW | 25.000 – 70.000 € | 1.300 – 3.500 € |
| 30 | 200–350 kW | 40.000 – 90.000 € | 1.300 – 3.000 € |
Un sistema ibrido costa indicativamente da 1,5 a 2 volte tanto; per la sola pompa di calore i prezzi variano troppo per una tabella.
Chi paga e come si dividono le spese?
La sostituzione si divide fra tutti i condòmini in base ai millesimi, o alla tabella del riscaldamento se il regolamento la prevede, salvo un accordo diverso (art. 1123 c.c.). Paga anche chi si è staccato dall’impianto: resta tenuto alle spese di manutenzione straordinaria, conservazione e messa a norma (art. 1118 c.c.). I consumi, invece, almeno per il 50% secondo quanto misura ogni appartamento (D.Lgs. 102/2014).
Che maggioranza serve in assemblea?
Se l’intervento di risparmio energetico è indicato da un APE o da una diagnosi energetica, basta la maggioranza degli intervenuti con almeno un terzo dei millesimi (L. 10/1991, art. 26). Altrimenti, per una riparazione straordinaria di notevole entità o un’innovazione per il risparmio energetico, servono la maggioranza degli intervenuti e almeno 500 millesimi (artt. 1120 e 1136 c.c.). La legge non dice quando una sostituzione è “di notevole entità”: meglio farsi preparare prima la diagnosi.
Caldaia a condensazione, pompa di calore o ibrido?
La caldaia a condensazione costa meno, ma da sola non ha più detrazioni dal 2025 né Conto Termico. La pompa di calore e l’ibrido, pompa di calore più caldaia, costano di più ma possono avere Conto Termico o detrazioni. Con radiatori ad alta temperatura e un edificio poco isolato l’ibrido è spesso il compromesso: la pompa di calore lavora quando conviene, la caldaia copre i giorni più freddi.
Quali pratiche servono?
- Oltre 35 kW, secondo la tabella già da 6 appartamenti: per il gas la regola antincendio del D.M. 8 novembre 2019; per l’INAIL la denuncia con il progetto, se l’impianto è nuovo o cambia potenza.
- Oltre 50 kW, per un impianto a gas: il progetto di un professionista iscritto all’albo (D.M. 37/2008).
- Oltre 116 kW: la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco prima dell’accensione; oltre 350 kW il progetto va prima approvato da loro.
- A fine lavori: la dichiarazione di conformità dell’impresa installatrice, depositata in Comune entro 30 giorni, e il libretto aggiornato nel CURMIT.
- Poi, per una caldaia a gas, il controllo di efficienza con il bollino verde: ogni 2 anni sopra i 100 kW, ogni 4 fino a 100 kW.
Quali detrazioni ci sono nel 2026?
Sulle parti comuni la detrazione è in dieci anni: 50% sulla quota dei proprietari che ci hanno l’abitazione principale, 36% sulle altre. In alternativa, per una pompa di calore o un ibrido, il condominio può chiedere il Conto Termico, fino al 65% della spesa, ma non insieme alle detrazioni sullo stesso lavoro: per il GSE servono la contabilizzazione in ogni appartamento e, sopra i 200 kW, una diagnosi energetica prima e un APE dopo. Il Superbonus per i condomìni è finito con il 2025, salvo la ricostruzione dopo il sisma.
Terzo responsabile: quando serve
Per legge il responsabile della centrale termica è l’amministratore. Può delegare esercizio, conduzione, controllo e manutenzione a un terzo responsabile: un’impresa con i requisiti di legge, che ne risponde al posto suo. Conviene quando l’amministratore non vuole portarne da solo la responsabilità.
Sopra i 350 kW l’impresa deve avere la certificazione UNI EN ISO 9001 o l’attestazione SOA nelle categorie OG 11 o OS 28. Se l’impianto non è a norma, la delega vale solo se comprende la messa a norma, garantita da una delibera dell’assemblea. Il terzo responsabile comunica la nomina attraverso il CURMIT entro dieci giorni lavorativi. Se serve, ti indichiamo un’impresa abilitata della tua zona.
Domande frequenti
Sopra i 35 kW il terzo responsabile è obbligatorio?
No. Il D.P.R. 74/2013 non fissa soglie di 35 kW: delegare è sempre una scelta. L’unico limite di potenza, sopra i 350 kW, riguarda i requisiti dell’impresa.
La contabilizzazione del calore è obbligatoria?
Con il riscaldamento centralizzato sì, dove è tecnicamente possibile e conveniente; dal 1° gennaio 2027 i dispositivi devono essere leggibili da remoto.
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